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Lettera aperta al mondo del lavoro – II parte – Chi si ferma è perduto

Caro lettore, nella mia precedente lettera iniziavo dicendo:

“Caro Imprenditore, manager, impiegato, operaio o qualsiasi altro ruolo tu abbia nel meraviglioso scacchiere dell’economia.

Il momento non è facile e non entrerò in nessuna valutazione della scena, né da un punto di vista macro economico né tantomeno da un punto di vista medico.

Un dato stabile e incontrovertibile però è questo, a mio parere: quando tutto sarà finito e torneremo alla nostra vita “normale” il gioco sarà duro, e solo chi avrà energia, fiducia e tanta voglia di fare, a dispetto di tutto e tutti, potrà giocare e tornare a vincere, poiché il gioco sarà ancora più impegnativo.“

(ecco il link che vi porta a leggere il testo integrale della prima lettera aperta: https://ilmetodo.online/lettera-aperta-al-mondo-del-lavoro/)

Più tempo passa e più la situazione si fa difficile e complicata.

L’economia è praticamente ferma, ad eccezione di pochissimi settori. Quasi nessuno produce qualcosa e di questo passo non so dove andremo a parare.

Non ho il know-how necessario per valutare se tutto ciò era davvero necessario e se risolverà la situazione. Lascio questo giudizio a chi di competenza, ci sono già troppi “improvvisati” che sputano sentenze e disegni oscuri che altro non fanno che aumentare la confusione esistente.

Di sicuro però dobbiamo rimboccarci le maniche, già da adesso; fare qualcosa e mettere in pratica ciò che intendevo dire nella precedente lettera. So bene che a questo punto molti diranno di non poter far nulla, ma d’altra parte alcuni lo dicevano anche in tempi normali, figuriamoci adesso.

Invece si può sempre fare qualcosa. Solo i più forti e i più tenaci ce la faranno!!!

RIBELLATI, COSTRUENDO!!!

A te la scelta di quale gruppo vorrai far parte: quelli che hanno deciso di soccombere o quelli che, a dispetto di tutto e tutti, si “ribellano” costruendo?

Si, la vera ribellione per me è la capacità di reagire costruendo, ancor più di prima. E sarà il caso che ci alleniamo perché al rientro (perché prima o poi si rientra in gara) sarà dura e avremo bisogno di muscoli ben forti.

Se hai deciso di soccombere puoi smettere qui la lettura.

Se invece, come mi auguro, hai deciso di “ribellarti” costruendo il nuovo RINASCIMENTO, allora iniziamo gli allenamenti.

Al momento ho due consigli pratici da mettere in pratica fin da subito

  1. Non smettere di comunicare con tutti i tuoi clienti e potenziali clienti e
  2. Organizza la tua azienda per una ripartenza di fuoco.

In questa lettera tratterò il punto uno.

La comunicazione con i clienti devi continuarla e addirittura intensificarla, meglio se con argomenti che possono essere utili al tuo pubblico. La maggior parte dei titolari di attività ha smesso di comunicare con l’idea di “tanto a che serve?”.

Pensano di non avere nessuno a cui promuovere, forse perché hanno sempre promosso qualcosa solo al fine di vendere per interesse personale e non per aiutare chicchessia. Quindi l’equazione è diventata: tutti fermi, nessuno può comprare = aspetto che si riaprano le danze.

A parte il fatto che lo scopo primario del promuovere è quello di far pensare bene di te, non solo di vendere immediatamente qualcosa, non è corretto smettere di comunicare nel momento in cui “non conviene più”. È proprio adesso che i tuoi clienti potrebbero avere più bisogno di te, anche solo per far sapere loro che ci sei e che puoi fare qualcosa per essere d’aiuto.

Già, ma cosa puoi fare?

Beh pensaci un attimo e ti verranno in mente tante cose che conosci che potrebbero essere utili ai tuoi clienti o a chi non ti conosce ancora. Qualcosa che possa essere di un qualche beneficio per loro. Al giorno d’oggi puoi usare i mezzi tecnologici a disposizione.

Puoi organizzare dei meeting on line, dei webinar, puoi inviare news letter, ebook, usare i social, ecc. Hai davvero tanti mezzi per poter comunicare e trasferire conoscenza utile ai tuoi clienti e potenziali clienti e, allo stesso tempo, far conoscere meglio i tuoi prodotti e servizi.

Potrebbe sembrarti inutile e potresti non sentirti in grado di farlo ma, ti prego, non smettere di comunicare.

Sull’aspetto della comunicazione c’è qualcosa di intimamente legato alla vita stessa. Più si è vivi e più si comunica, l’avrai notato tantissime volte su te stesso e sugli altri. Giusto per fare un esempio, se vedi un amico preoccupato tenderai a chiedergli cosa c’è che non va. E spesso farai fatica a anche a fartelo dire, perché c’è una certa riluttanza a comunicare quando non ci si sente un granché vivi.

Se hai ancora dei dubbi sul fatto che esista un certo legame tra quanto si è vivi e quanto si comunica, vai pure a fare due passi in un cimitero.

Tornando all’attualità, la situazione ci sta costringendo a non comunicare, con nessuno. Quindi di fatto ci sta spingendo in direzione di soccombere.

Ribellati costruendo, USA OGNI MEZZO PER COMUNICARE, e fai in modo che la tua comunicazione possa essere il più possibile di aiuto concreto a chi la riceverà.

A presto, amico mio.