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Ma oggi serve davvero un executive per far funzionare le cose?

Questo periodo vede un cambiamento apparentemente molto marcato in alcune abitudini lavorative di aziende più o meno grandi. Molti collaboratori sono in smart working, altri rispettano turni con fasce orarie insolite e altri ancora lavorano regolarmente in ufficio.

Questa situazione mette sotto stress chi ha la responsabilità di coordinamento del gruppo che si trova spesso a non saper bene cosa fare.

Inoltre c’è l’idea che stando a casa le persone lavorano meglio. Diciamo che in parte potrebbe essere vero, ma vale solo per coloro che già in ufficio lavoravano bene e con responsabilità.

Il lavoro dell’executive – o del responsabile o del manager, chiamiamolo come più ci piace – in realtà non è assolutamente cambiato, anzi, la sua funzione oggi è ancor più importante, proprio perché le risorse non sempre sono sul posto di lavoro.

Il management ha come primo suo dovere proprio il coordinamento, ossia – prendendo una definizione da un dizionario italiano – organizzare vari elementi assegnando a ciascuno funzioni e compiti nel modo più idoneo al conseguimento di un fine. Esiste anche una definizione che vede il verbo usato in modo riflessivo assai interessante. COORDINARSI: accordarsi con altri predisponendo un piano d’azione coerente, agire in sintonia.

Leggendo queste definizioni si comprende già quanto sia rimasta invariata questa funzione e abbia preso una valenza ancor più vitale nel processo lavorativo odierno.

Per ottenere produzione, che le persone siano distanti o vicine, è necessario il lavoro di qualcuno – l’executive – che distribuisca i compiti, verifichi che vengano svolti nel modo corretto nei tempi e coordini le varie persone (e i relativi risultati) al fine di far funzionare bene il tutto.

Potremmo dire, forse in modo un po’ troppo sintetico, che il managment serve solo ad una cosa. Coordinare le risorse affinché, tramite il loro lavoro, siano in grado di raggiungere lo scopo prefissato.

Questo concetto è implicito anche nella definizione di SQUADRA: gruppo di persone che compiono lo stesso lavoro o sono organizzate per un fine comune. E anche qui vediamo che, per essere organizzate, deve esserci qualcuno che lo fa coordinandole.

Quando questo non succede, nonostante possa sembrare o ci siano veramente persone super indaffarate, non si va da nessuna parte. Il lavoro di uno va a contrastare quello di un altro. Si devono rifare le cose, si procede in direzioni apparentemente corrette ma che poi si dimostrano essere assolutamente inutili. Insomma un vero disastro che porta grandi perdite di tempo e di soldi per tutti.

Questo oggi è più vero che mai. Avendo risorse che, per motivi lavorativi, non riescono a comunicare facilmente, il lavoro di chi coordina assume un ruolo ancor più rilevante.

A ben guardare, in realtà, è sempre stato importante anche se sottovalutato o ignorato, le difficoltà comunicative tra reparti o tra persone dello stesso settore ci sono sempre state, la distanza che oggi siamo obbligati a tenere rende tutto ancor più difficile e il coordinamento più necessario.

Non è intelligente perdere soldi solo perché la mano destra non sa bene cosa fa la sinistra, anche se distanti tra loro.